Ortija: l’ambulatorio popolare e la salute autogestita
Nella prima puntata del talk di Sardegna Che Cambia parliamo di diritto alle cure, sanità e salute autogestita con Letizia Pasinelli, medica parte di Ortija.

In un contesto in cui l’accesso al diritto alla salute in Sardegna è sempre più messo a rischio, emergono esperienze di autogestione e resistenza che propongono modelli alternativi di cura, autogestita, dal basso e comunitaria. Tra queste, nell’Isola c’è Ortija, spazio di cura autogestito, realtà che si pone come una risposta concreta alla crisi della sanità pubblica con l’obiettivo di costruire una rete solidale, critica e propositiva per la salute delle persone e dei territori.
La prima puntata del talk di Sardegna Che Cambia
Per raccontare questa esperienza, la redazione di Sardegna Che Cambia inaugura un nuovo format: un talk mensile su YouTube, ospiti degli studi di Ejatv, in cui ogni puntata sarà dedicata a esperienze di cambiamento e autodeterminazione nell’Isola. La prima edizione, già disponibile sul nostro nuovo canale YouTube, vede protagonista Letizia Pasinelli, medica e parte attiva del progetto Ortija, intervistata dalla nostra caporedattrice Lisa Ferreli. Un dialogo che approfondisce il senso e gli obiettivi di questo spazio di cura autogestito, mettendo in luce le criticità del sistema sanitario sardo e le alternative possibili dal basso.
Sanità in Sardegna: un sistema al collasso
Parlare di salute in Sardegna significa infatti inevitabilmente fare i conti con un sistema in crisi profonda. I numeri parlano chiaro: come riporta Ammg Sardegna, l’associazione dei medici di medicina generale, su 416 sedi carenti per medici di medicina generale, solo 5 hanno trovato un professionista disposto a coprire l’incarico. Negli ultimi dieci anni secondo l’ultimo annuario del ministero, l’Isola ha perso oltre 600 posti letto, quattro strutture di ricovero e 332 medici di base. La situazione delle liste d’attesa è drammatica in tutta la regione, con pazienti costretti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato per ottenere prestazioni sanitarie essenziali.
La Sardegna detiene poi il primato negativo in Italia per rinuncia alle cure: il 13,7% dei cittadini ha dichiarato di aver dovuto rinunciare a visite mediche o accertamenti. La fascia più colpita secondo la Fondazione Gimbe è quella tra i 55 e i 59 anni (11,1%), seguita dagli over 75 (9,8%). Le donne risultano più penalizzate degli uomini, con una percentuale di rinuncia pari al 9% contro il 6,2%. E se le difficoltà economiche continuano a rappresentare una barriera, il problema principale resta però quello delle liste d’attesa sempre più lunghe e di una sanità pubblica, inaccessibile.
Ortija si propone inoltre di creare un ambulatorio popolare a Cagliari come primo passo verso una salute accessibile e autogestita
Un caso emblematico è anche quello dell’Ogliastra – di cui abbiamo parlato qui –, dove la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Lanusei ha costretto le partorienti a spostarsi fino a 130 chilometri per raggiungere gli ospedali di Cagliari o 70 chilometri per arrivare al nosocomio di Nuoro, affrontando strade spesso tortuose, a una corsia per senso di marcia e prive di corsia d’emergenza. Una situazione che mette a rischio la salute e la sicurezza di tante e tanti.
Ortija: una risposta dal basso alla crisi della sanità pubblica
Di fronte a questo scenario, esperienze come quella cagliaritana di Ortija assumono un valore fondamentale. Nata dall’esigenza di ripensare la salute in modo collettivo e partecipato, Ortija si propone inoltre di creare un ambulatorio popolare nel quartiere di Is Mirrionis a Cagliari, come primo passo verso una salute accessibile e autogestita. Il progetto affonda le sue radici nell’autodifesa medica e si ispira ad altre esperienze di ambulatori popolari in Italia e all’estero.

L’obiettivo è chiaro: superare la logica sanitaria verticale e gerarchica, che vede la persona paziente come semplice destinataria di una cura decisa dall’alto, per costruire invece un modello orizzontale basato sulla consapevolezza, la prevenzione e l’accesso libero alle cure. Ortija si propone quindi di creare uno spazio in cui la salute non sia più una merce, ma un diritto davvero inalienabile.
Un nuovo spazio di racconto per una Sardegna che cambia
L’intervista a Letizia Pasinelli segna l’inizio di un percorso più ampio che Sardegna Che Cambia vuole intraprendere per raccontare l’Isola da una prospettiva comunitaria e autodeterminata. Il nuovo talk mensile su YouTube sarà uno spazio di approfondimento e dibattito, in cui dare voce a esperienze di resistenza e trasformazione, affrontando temi cruciali come la sanità, l’ambiente, i diritti sociali e la sostenibilità.
La prima puntata è già disponibile e invita alla riflessione: come possiamo riappropriarci del diritto alla salute? Quali alternative possiamo costruire per non essere schiacciati da un sistema che privilegia il profitto sulla cura? Ortija è una possibile risposta, una proposta concreta che mette al centro il valore della collettività e della solidarietà. Per chi vuole approfondire, l’intervista completa si trova nel video abbinato a questo articolo. Un’occasione per conoscere più da vicino il progetto, i suoi pilastri e per continuare a costruire un futuro in cui il diritto alla salute sia davvero garantito, per tutte e tutti.
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