31 Marzo 2025 | Tempo lettura: 5 minuti

Aggressione di cani: di chi è la colpa? Ecco la nuova sentenza della Cassazione

In un’area cani di Roma un Pitbull libero ha aggredito un cagnolino e ferito il suo compagno umano. L’incidente ha portato la Corte di Cassazione a ridefinire i confini delle responsabilità e degli obblighi del proprietario.

Autore: Salvina Elisa Cutuli
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Nelle case degli italiani si contano circa 8,8 milioni di cani. Prendersi cura di un animale domestico fa bene, come dimostrano più studi scientifici è addirittura terapeutico, ma sappiamo farlo tenendo conto del carattere dell’animale e facendo attenzione a non ledere gli spazi – non solo fisici – delle altre persone?

La sentenza della Cassazione del 10 marzo scorso ha ridefinito i confini delle responsabilità di chi ha un amico a quattro zampe in caso di aggressione di cani. È accaduto a seguito di un episodio avvenuto a Roma: un pitbull libero ha aggredito un cane di piccola taglia e il suo compagno umano all’interno di un’area cani. Come si legge nella sentenza sono state riportate lesioni personali consistenti in morso, ferite multiple e una sospetta frattura composta alla falange della mano destra.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale della proprietaria del Pitbull per non aver adottato misure adeguate nell’area cani, non criminalizza le razze ma esige un’attenta valutazione del temperamento di ogni cane e l’adozione di norme di sicurezza. Non è solo una questione di libertà per il cane dunque ma di garantire l’incolumità degli utenti e degli altri animali rispettando delle regole precise. 

aggressione di cani
La sentenza della Cassazione del 10 marzo scorso ha ridefinito i confini delle responsabilità di chi detiene un cane e quali misure adottare nell’area cani

«Questa sentenza mette in evidenza le grandi responsabilità che ciascun “proprietario” – non è il termine più corretto da usare ma per il legislatore del codice civile il cane è ancora considerato come una res, una cosa, mentre la giurisprudenza si è evoluta riconoscendo come l’animale sia un essere senziente e quindi meritevole di tutela –, dog sitter o altri familiari che ne se prendono cura hanno rispetto alle azioni dell’animale».

A parlare è Emanuela Regazzi, avvocata per i diritti degli animali e socia e avvocata di Angelo Vaira e della scuola ThinkDog, che aggiunge: «La sentenza specifica chiaramente ai sensi dell’articolo 2052 del codice civile che è la persona responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto sua custodia sia che fosse smarrito o fuggito salvo che si provi il caso fortuito».

La sentenza fa riferimento anche all’articolo 672 del codice penale, in caso di animali pericolosi posseduti o affidati a persone inesperte lasciati liberi o non custoditi, e all’articolo 590 sempre del codice penale, in caso di lesioni colpose. Secondo la sentenza, se si ha a che fare o si tengono in custodia cani diffidenti o potenzialmente aggressivi per poter essere esenti da responsabilità all’interno dell’area cani e in libertà bisognerà tenerli al guinzaglio o con la museruola così da preservare l’incolumità pubblica degli utenti e degli altri cani. Non è una questione di “colpa” dell’animale, ma di responsabilità della o delle persone che lo detengono che, come sottolinea la sentenza, devono tenere in considerazione l’indole e il carattere dell’animale. 

Vuoi approfondire?

Garantire la sicurezza è un tema molto attuale anche rispetto ai casi in cui si verifica un’aggressione di cani, a volte anche con esito fatale, da parte di cani nei confronti di adulti e bambini. Questi eventi tragici suscitano solitamente un acceso dibattito, ma serve sempre ricordare che il loro modo di comportarsi dipende anche da come vengono gestiti dai “proprietari” o da chi per loro. 

«Serva tanta divulgazione. Sono socia di Angelo Vaira e della scuola ThinkDog per cui mi occupo di didattica e formazione. Durante i corsi di formazione per istruttori cinofili e per dog sitter evidenziamo sempre le accortezze utili e le responsabilità derivanti dall’esercizio di queste professioni, ma siamo ancora una minoranza. Noi e tutte le altre scuole di formazione, accreditate a federazioni di carattere nazionale che disciplinano i percorsi formativi, possiamo fare tanto dando risonanza, voce e visibilità a questi temi per sensibilizzare i professionisti e i “proprietari”, per avere conduttori consapevoli e responsabili», continua Emanuela Regazzi. 

aggressione di cani
Se i cani in custodia sono diffidenti o potenzialmente aggressivi bisognerà tenerli al guinzaglio o con la museruola

A tal proposito, ThinkDog ha realizzato un documento importante, il Protocollo Sicurezza, che presto verrà presentato a Milano con l’obiettivo di formare professionisti e proprietari consapevoli che sappiano adottare misure di sicurezza necessarie sia alla detenzioni di cani in casa che alla conduzione degli stessi al di fuori del contesto domestico. Il passo successivo sarà rivolgersi al legislatore con un disegno di legge che possa apportare novità concrete sempre in tema sicurezza. 

Prendersi cura dei propri animali è un dovere e non può bastare un patentino simbolico, serve anche un cambio di mentalità. Da oggetti a bestie pericolose da abbattere, a eroi: è questa l’iperbole a cui vengono sottoposti spesso i cani, ma i colpevoli non sono quasi mai loro. Serve educare, formare, sensibilizzare per evitare aggressioni, maltrattamenti, abbandoni. È tempo di responsabilità e, per fortuna, anche la legge lo richiede.

Informazioni chiave

Ridefinire le responsabilità

La nuova sentenza della Corte di Cassazione sposta l’obiettivo dal cane all’essere umano che ce l’ha in custodia in quel momento in termini di responsabilità.

Le sanzioni

In caso di aggressioni di cani gli umani che ne hanno la responsabilità possono incorrere in omessa custodia, responsabilità civile e condanna penale.

Obblighi di chi detiene un cane

Chi ha un cane in casa deve conoscerne il comportamento, adottare misure preventive per evitare incidenti e rispettare le regole.