24 Febbraio 2025 | Tempo lettura: 4 minuti

Il Collettivo Viviani e la rinascita di un parco abbandonato nel cuore di Napoli

Da qualche anno un collettivo di cittadini ha avviato un’opera di recupero e valorizzazione del Parco Viviani, area verde poco conosciuta, ospitando eventi e iniziative a tema ambientale, sociale e culturale.

Autore: Martina Maiorano
Salva
Collettivo Viviani copertina
L'articolo si trova in:

A Napoli, in via Girolamo Santacroce, si trova un’area verde poco conosciuta. Si tratta del Parco Viviani, nella zona del Vomero, che da pochissimo sta rivedendo la luce dopo una chiusura durata tanti anni. Ciò è stato possibile grazie al Collettivo Viviani, associazione che ha combattuto a lungo per riaprire uno spazio verde quasi dimenticato, tra palazzi e smog. Il team si è impegnato per riqualificare l’area, abbandonata dopo il terremoto degli anni ’80, e donare un parco accogliente ai cittadini del quartiere.

Il Parco Viviani è diventato sede di iniziative e attività finalizzate alla condivisione e alla creazione di cittadinanza attiva insieme ad altre realtà territoriali, per mantenere intatto uno dei luoghi magici della città di Napoli. Il Collettivo Viviani però non è particolarmente sostenuto dal Comune di Napoli, al quale volontari e volontarie chiedono maggiore partecipazione agli eventi e il patrocinio dell’area verde.

Collettivo Viviani 1
Parco Viviani
RIAQUALIFICARE IL PARCO VIVIANI

Abbiamo ascoltato Rosanna Laudanno, presidente del Collettivo Viviani, che ci ha spiegato l’impresa della riqualifica del parco e le difficoltà che, ancora oggi, affronta l’associazione. «Siamo nati nel 2016 come comitato, diventando poi associazione, e abbiamo portato avanti battaglie civiche per tenere aperto il Parco Viviani dal lunedì alla domenica. In un quartiere di avvocata, invaso da smog ed inquinamento, tenere un parco chiuso era assurdo, perché significava negare a famiglie e bambini l’utilizzo dello spazio. Con le istituzioni non è stato semplice poiché mancava il guardiano o i soldi per l’apertura del luogo. Quando abbiamo insistito, il parco è stato aperto con due custodi».

«Da lì sono nate diverse iniziative sulla questione della manutenzione, in un parco che non l’aveva», prosegue Rosanna. «Il Collettivo Viviani ha deciso, dopo aver scritto alle istituzioni, di comprare attrezzi sufficienti per un parco di 20.000 metri quadri e ristrutturarlo. Ci siamo presi cura dell’area cani e altre zone inaccessibili. Tutto è nato seguendo la necessità delle persone che vivono in quel posto. Le istituzioni non sono molto attente alla questione degli spazi pubblici cittadini».

Collettivo Viviani 2
Evento “Dona un libro, prendi un libro”
INIZIATIVE CULTURALI E RICREATIVE

Essenziale è il supporto di altre realtà del territorio, infatti Rosanna Laudanno ci dice che «come comitato, quando abbiamo ottenuto la manutenzione del parco, abbiamo cercato di coinvolgere altre realtà del territorio per attività sociali ed educative, rispettando sempre tutti i ruoli». Per esempio, è stata fondamentale la collaborazione con la cooperativa La Locomotiva, che opera nel settore socio- educativo, la quale ha effettuato «laboratori per bambini nel Parco Viviani e noi li abbiamo supportati con attività interne».

Uno degli ultimi eventi del Collettivo Viviani è stata «l’iniziativa delle letture nel parco, mentre il 15 dicembre è stato coinvolto anche il Comune di Napoli nell’ambito di un progetto denominato “Dona un libro, prendi un libro”, per stimolare lettura e momenti di socializzazione dei ragazzi, cosa che manca in città».

Tutto è nato seguendo la necessità delle persone che vivono in quel posto

LE DIFFICOLTÀ CON IL COMUNE DI NAPOLI

«Ogni anno cerchiamo di fare un calendario di attività, nei nostri limiti, essendo associazione No Profit. Abbiamo realizzato, con il supporto della municipalità, il cinema all’aperto e tra poco avremo un evento con gli Scout nel Parco Viviani, di raccolta di plastica e pulizia del luogo».

Il Collettivo Viviani s’impegna, in maniera autonoma, alla manutenzione e cura del parco, ma il team vuole lanciare un messaggio al Comune. «Abbiamo sempre chiesto il patrocinio e sono stati informati delle nostre attività nel parco; da un lato abbiamo trovato disponibilità ad accettare la proposta, dall’altro il sostegno è stato minimo. Abbiamo chiesto più volte una sorta di collaborazione con il Comune di Napoli, per maggiore coinvolgimento delle persone alla vita del parco. Noi continuiamo a combattere e provare ad avere interlocuzione con le istituzioni, ma non risulta semplice».