Colpi di stato, Jihad, interessi geopolitici: che succede nel Sahel? – Io non mi rassegno + 12
Dal 2020 sono stati rovesciati da militari i governi di Burkina Faso, Mali, Guinea, Ciad e Niger. Sono tutti stati africani che si trovano nell’area del Sahel (tranne la Guinea, che è comunque limitrofa), ovvero in quella fascia di territorio al confine meridionale con il deserto del Sahara. Quei territori, e l’Africa in generale, sono da decenni teatro di insurrezioni e colpi di stato militari, ma il ritmo degli ultimi tre anni è comunque anomalo. Che cosa sta succedendo? Cosa agita le società africane del Sahel? La risposta a questa domanda tira in ballo tanti fattori: dall’estremismo islamico, alla crisi climatica, al narcotraffico, agli interessi geopolitici ed economici di tante potenze estere, dagli Usa, ai paesi europei, alla Russia, alla Cina che usano l’Africa per le loro strategie e con fini spesso non proprio limpidi ed umanitari.


INDICE:
01:54 – Una panoramica sugli stati del Sahel
04:31 – Chi è Roberto Salustri e che attività svolge in Africa
07:28 – Cosa succede nel Sahel?
15:49 – La lotta al jihadismo è una scusa europea per fermare i migranti?
21:31 – La situazione del Jihad islamico
27:35 – La connessione con il narcotraffico
33:12 – L’influenza della Russia e le questioni geopolitiche
42:55 – Cosa sperano le popolazioni del Sahel per il futuro?
Roberto Salustri è esperto di energie rinnovabili e direttore tecnico scientifico dell’EcoIstituto RESEDA. Da molti anni svolge progetti con le popolazioni di molti paesi africani (in particolare nel Sahel) legati all’ecologia, la solidarietà e la resilienza.
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