Camilla, Luca e Bella Dentro, la filiera etica che salva l’ortofrutta brutta ma buona
Luca e Camilla sono una coppia milanese che, traumatizzata dall’enorme impatto sociale ed ecologico degli sprechi alimentari, ha lasciato il proprio lavoro e lanciato un progetto inedito e innovativo. Lo hanno chiamato Bella Dentro e grazie a esso hanno ricostruito da zero una filiera etica ed ecologica che accoglie tutti quei prodotti ortofrutticoli buoni ma troppo “brutti” per essere esposti sugli scaffali della grande distribuzione.

Bella Dentro nasce ufficialmente nel gennaio del 2018 in Lombardia ed è il primo progetto italiano di filiera che valorizza e riduce gli sprechi ortofrutticoli e il loro impatto economico e sociale sui produttori. È una realtà che lavora e si sviluppa attraverso vari step: la ricerca, l’acquisto, la vendita, la trasformazione e la divulgazione.
L’idea è nata nell’estate del 2017 da Camilla e Luca, due giovani che dopo aver appreso da un famoso reportage quanto incidevano gli sprechi della filiera agroalimentare e come funzionava il processo di selezione e distribuzione dei prodotti, hanno scelto di licenziarsi e incominciare a pensare a una rivoluzione contro lo spreco e l’estetica nel settore.

Partendo da questi obiettivo, hanno dato vita a una filiera ortofrutticola parallela che rivalutasse tutto ciò che per la grande distribuzione non era esteticamente bello da vedere e di conseguenza da proporre alla clientela e che cambiasse l’approccio in merito a selezione, distribuzione e vendita dei prodotti.
La giovane coppia ha dedicato mesi allo studio e alla ricerca in giro per le aziende agricole italiane proponendosi volontariamente come manodopera nella raccolta di frutta e verdura per arrivare preparata alla fondazione della realtà che aveva in mente con un punto di vista costruito sul campo. Questo li ha portati a definire il loro obiettivo cardine ovvero quello di ridare il giusto valore ai prodotti e al lavoro degli agricoltori.
Fino a quel momento infatti, i lavoratori agricoli – primo anello della filiera – non avevano mai percepito un riconoscimento per la merce non idonea alla vendita, vedendosi così costretti scartare e quindi sprecare prodotti che invece potevano tranquillamente essere consumati. Da ultimo, i produttori vedevano anche svalutato il lavoro di mesi, perché la selezione effettuata ai fini della vendita tagliava fuori un’importante fetta di prodotti brutti ma buoni.

Nel 2018, con i pochi soldi a disposizione, a bordo di un’apecar, Luca e Camilla hanno iniziato in prima persona a vendere frutta e verdura per le strade di Milano. Quella stessa frutta e verdura che veniva scartata dalle aziende del territorio loro la sceglievano e selezionavano, acquistandola a loro volta a un prezzo equo per darle una nuova vita.
L’ape car Bella Dentro è stato un successone e, dopo un primo periodo dedicato alla presentazione sul territorio del loro progetto e della filosofia che li contraddistingue, la coppia ha deciso di ampliare l’attività e di dedicarsi anche alla trasformazione alimentare professionale per poter aumentare sempre di più le quantità di frutta e verdura da salvare senza correre il rischio di sprecarla.
Per poter aggiungere ulteriore valore etico, economico e sociale alla filiera è nata una bella collaborazione con l’Officina Cooperativa Sociale di Codogno, che dal 2015 è dedita alla formazione e all’impiego di persone con autismo e ritardo cognitivo.

L’Officina Cooperativa Sociale è diventata partner produttivo ufficiale di Bella Dentro. Bella Dentro fornisce frutta e verdura imperfetta, alcuni dei macchinari e la formazione necessaria; il laboratorio de l’Officina, con il lavoro dei ragazzi, trasforma questi prodotti in confetture, succhi ed essiccati a marchio Bella Dentro, facendo nascere così la prima linea ufficiale di prodotti – siamo nell’estate del 2020.
Nello stesso anno, in autunno, Luca e Camilla hanno inaugurato il primo negozio Bella Dentro, dov’è possibile acquistare prodotti freschi e non e approfondire tematiche riguardanti gli sprechi. Oggi è aperto anche un altro punto vendita, la filiera si sta ampliando e la consapevolezza sull’impatto che ciò che mangiamo ha sull’ecosistema e sugli esseri umani è sempre più forte.
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