7 Giugno 2017 | Tempo lettura: 2 minuti

Studenti e migranti si incontrano a scuola

Venerdì 9 giugno termina il progetto di integrazione attraverso la conoscenza e il dialogo avviato dall’Istituto Comprensivo Guido Monaco di Castel Focognano. Per promuovere vere forme di integrazione sociale e superare gli stereotipi culturali.

Autore: Daniela Bartolini
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L’anno scolastico volge ormai al termine, ma propri in questi giorni a Rassina si conclude un progetto particolare dell’Istituto Comprensivo Guido Monaco. Allo scopo di promuovere vere forme di integrazione sociale e per superare stereotipi culturali l’Istituto basso-casentinese ha organizzato durante l’anno un ciclo di incontri tra i richiedenti asilo ospitati nei comuni di Castel Focognano, Talla e Chiusi della Verna e gli studenti delle scuole primaria e secondaria.
La giornata conclusiva, durante la quale i bambini, le insegnanti e i richiedenti asilo racconteranno i risultati di un mese di lavoro, sarà venerdì 9 giugno presso la Sede dell’istituto a Rassina, alla presenza dell’Assessore regionale Vittorio Bugli, del Prefetto di Arezzo Dott.ssa Clara Vaccaro e dei Sindaci dei Comuni coinvolti.

Il percorso, iniziato ai primi di maggio, ha visto coinvolte una trentina di classi e una ventina di immigrati individuati per le loro capacità comunicative e per la voglia di raccontare il “viaggio” che hanno dovuto affrontare per raggiungere il nostro Paese.
Per quanto riguarda il percorso svolto nelle scuole primarie, i richiedenti asilo (su coinvolgimento delle maestre) hanno raccontato i particolari della loro vita quotidiana nel loro paese di origine sotto forma di “fiaba” e di “racconto”, senza affrontare gli aspetti più drammatici, per lasciare ai bambini la magia dell’immaginazione e per far loro focalizzare i temi più importanti come l’accettazione e rispetto delle culture e realtà diverse dalla nostra.
Nelle classi secondarie invece si è preferito un approccio più “linguistico” per dimostrare avvicinamento e rispetto degli altri: gli incontri si sono svolti sotto forma di intervista attraverso domande rivolte direttamente dai ragazzi in lingua francese o inglese ai richiedenti asilo provenienti da Paesi francofoni o anglofoni. Tutti gli incontri si sono tenuti con la presenza di un mediatore linguistico per affiancare le insegnanti di francese e inglese delle scuole.